lunedì 10 febbraio 2020

Oscar 2020: vince il (sud)coreano "Parasite"

Per quanto sia attualmente molto critico sull'andamento morale del cinema, non posso non segnalare come evento culturale la Notte degli Oscar di ieri, in cui per la prima volta ha vinto - come miglior film (non solo internazionale, che è la nuova denominazione del premio al film straniero, ma anche in assoluto) - un film in lingua non inglese (il coreano "Parasite").
Per quanto ritenga che ciascuno dei 19 Stati Futuri debba avere una propria sede cinematografica di riferimento e per quanto ritenga che il cinema vada profondamente riformato (togliendo le scene di violenza e di sesso, limitando le scene d'azione, abolendo il porno, riformando profondamente l'horror e il pulp), non posso non rilevare la centralità e anche il fascino che Hollywood tutt'ora eserciti, per quanto sia un fascino che nasconde un lato oscuro.

Nessun commento:

Posta un commento